Marco Ferradini @ FolkClub, Torino [15 febbraio]

Marco Ferradini


56
15
febbraio
21:30 - 23:30

 Pagina di evento
FolkClub
Via Ettore Perrone 3 bis, 10122 Turin, Italy
Tributo a Herbert Pagani

A Marco Ferradini è stato dato l’appellativo di cantautore dell’amore, prendendo spunto dal grande successo avuto con il brano «Teorema». Il tema dell’amore rappresenta tuttavia solo una piccola parte della grande produzione di Ferradini, che vede anche la lunga collaborazione con Herbert Pagani, con cui scrisse molti brani con tematiche sociali e di costume. Dopo il debutto a Tel Aviv presso il Centro Peres per la Pace, dal 2012 Marco Ferradini porta in giro per l'Italia il suo «Tributo a Pagani». Lo spettacolo vede la lettura di scritti alternarsi a brani celebri di Pagani e dello stesso Ferradini –il cui ultimo lavoro «La mia generazione» è dedicato proprio all’artista e amico Herbert e vede tra gli ospiti Ron, Eugenio Finardi, Fabio Concato, Alberto Fortis, Andrea Mirò, Syria, Fabio Treves, Shel Shapiro ed altri. Herbert Pagani, di origine ebrea –animo pacifista e artista poliedrico che, dopo l’espulsione dalla Libia, ha trascorso parte della sua gioventù in Italia, Germania e Francia– è stato voce di Radio Monte Carlo e autore per grandissimi artisti italiani ed internazionali. Indimenticabile la sua «Les amants d’un jour» interpretata da Edith Piaf e portata in Italia al successo da Gino Paoli, Ornella Vanoni e Milva.
Marco Ferradini, classe 1949, all'età di otto anni si trasferisce a Milano, cui rimarrà a lungo legato e che vivrà fino in fondo assieme a tutti i fermenti che negli anni della sua formazione ne hanno caratterizzato la realtà. Agli studi scolastici Marco alterna quelli musicali, approfondendo e sviluppando un talento naturale maturato molto presto; studia canto e armonia e suona la chitarra. La musica, nei suoi anni giovanili, è quella delle cantine, delle prime band di fortuna e Marco attraversa con entusiasmo tutte queste esperienze prima di approdare ai primi impegni professionali nella scena del nascente pop-rock italiano assieme a formazioni come I Balordi e la Drogheria Solferino. Lavora come turnista in sala di incisione divenendo ben presto un corista molto ricercato, lavorando tra gli altri anche con Lucio Dalla e Mina. Partecipa attivamente anche nel famoso gruppo vocale dei 4+4 di Nora Orlandi. Incide diversi jingle pubblicitari radiofonici, di popolari spot televisivi e sigle di cartoni animati come «Ufo Robot», «Capitan Harlock», «La principessa Sapphire», «La ballata di Tex Willer», tutti pubblicati utilizzando pseudonimi. Frequentando assiduamente l'ambiente musicale milanese ha occasione di fare incontri che si riveleranno fondamentali per la sua futura carriera: uno fra tutti quello con Alessandro Colombini, che sarà a lungo suo produttore. L'esordio da solista come cantautore avviene ufficialmente al Festival di Sanremo 1978 con il brano «Quando Teresa verrà», singolo cui fa immediatamente seguito un album dallo stesso titolo. Nel suo primo lavoro da solista Marco presenta canzoni molto personali sia come struttura melodica sia come testi, caratterizzate da tematiche di convincente attualità espresse in modo diretto e personale, seppur acerbo; molto apprezzata la cifra del suo stile canoro. Nella vita professionale e privata di Marco si verifica un altro incontro fondamentale: quello con Herbert Pagani. Inizia una collaborazione il cui primo passo è la composizione delle musiche di un album e di uno spettacolo teatrale. Dopo l'album di esordio, che aveva ottenuto un buon riconoscimento di critica e pubblico, nel 1981 Marco pubblica il brano «Teorema», contenuto nell’album «Schiavo senza catene», ottimamente accolto dal pubblico e dalle radio, che trasmettono massicciamente i brani di Ferradini. Nello stesso anno partecipa a un tour con Ron e al Festivalbar. Nonostante i successi come cantautore solista, Marco continua a lavorare in sala d'incisione e a partecipare come corista ai concerti di altri artisti come Patty Pravo, Ron, Umberto Tozzi. Marco è coinvolto in una delle prime esperienze della musica leggera italiana di collaborazione tra più artisti: l’album, inciso insieme a Mario Castelnuovo e Goran Kuzminac, coordinati da Amedeo Minghi, che contiene fra gli altri il brano «Oltre il giardino», rielaborato dalla «Ciaccona» di Bach. Insieme ai suoi compagni di viaggio, Ferradini si esibisce in concerti di impostazione davvero nuova per quegli anni; tra essi il tour «Caserme aperte». Al tour fa seguito l'uscita dell’album intitolato «Q Concert». Nel 1983 Marco è di nuovo sul palco del Festival di Sanremo dove presenta «Una catastrofe bionda», scritta con la collaborazione di Mogol, Renzo Zenobi e Herbert Pagani. L'omonimo album è un successo, trainato in parte dal brano «Lupo solitario DJ», che diventa un vero e proprio pezzo cult per le radio e i DJ di tutta Italia, ai quali è dedicato. Nello stesso anno partecipa al programma di Canale 5 Premiatissima dove viene inserito nella squadra Parole e Musica insieme a numerosi artisti come Gino Paoli, Paolo Conte, Riccardo Cocciante. Nel 1985 è la volta dell'album «Misteri della vita», un concept album costruito attorno al tema della musica ma anche a quello della nascita della figlia Marta. L’album affronta il tema della musica come compagna di vita, in cui l'amicizia e i rapporti affettivi sono il filo conduttore che lega le canzoni. Nel 1986 esce «Marco Ferradini», un album che si discosta dai precedenti soprattutto per le sonorità più blues-rock e per una certa ironia che lo pervade. Dopo un lungo periodo di silenzio e di ricerca, nel 1990 pubblica "È bello avere un amico".
Nel 1992 esce una raccolta dal titolo «Ricomincio da Teorema» che contiene i brani più significativi dell'ormai lunga carriera musicale di Marco Ferradini. Nell'estate dello stesso anno partecipa al Cantagiro. Il 1995 Marco pubblica un nuovo album, in cui ritorna allo stile naif degli esordi, «Dolce piccolo mio fiore», interamente acustico, nato per voce e chitarra, suonato e arrangiato dallo stesso Marco, contiene dieci brani inediti tra cui «Un letto in riva al mare», scritto insieme al compianto amico e compagno di viaggio Herbert Pagani. L'album è realizzato interamente a casa dell'artista e poi mixato in studio. Tra i collaboratori: Massimo Luca alle chitarre acustiche e Fabio Treves all'armonica a bocca.
Nel 1998 esce per le Edizioni Ca'Bianca il singolo con i brani «Aria» e «Sul ponte di Messina». Sempre nel 1998 esce il singolo con «Teorema». Nel 2000 Aldo, Giovanni e Giacomo nel loro film «Chiedimi se sono felice» scelgono Teorema come parte della colonna sonora, riportando attenzione e interesse nei confronti di Marco e della sua musica. Nel 2001 esce «Geometrie del cuore», album di brani inediti. Nell'estate dello stesso anno Marco è tra i protagonisti del programma televisivo La Notte Vola. Nel 2005 pubblica «Un filo rosso», raccolta di quindici canzoni tra le quali cinque inediti; la title-track è un brano di forte intensità emotiva che Marco ha dedicato alla madre scomparsa e a quel filo rosso che unisce e muove corde profonde. Nel 2007 Ferradini coinvolge Simon Luca e Ricky Belloni nel progetto «Sessantitaly»: una serie di concerti totalmente acustici, chitarre e voci, su un repertorio rivisitato di brani di West Coast & Country. Nel 2012 Marco è impegnato nella promozione di un doppio CD intitolato «La mia generazione», dedicato a rivalutare e ricordare l'artista e amico Herbert Pagani. Per l'occasione si avvale della collaborazione di alcuni amici cantautori come Ron, Eugenio Finardi, Fabio Concato, Alberto Fortis, Andrea Mirò, Syria, Fabio Treves, Flavio Oreglio, Shel Shapiro, Mauro Ermanno Giovanardi, Gloria Nuti, Simon Luca. Ventuno brani reincisi e un inedito: «Stelle negli oroscopi», brano che racconta gioie e difficoltà del creare una canzone. Il progetto prevede anche la realizzazione di uno spettacolo teatrale con la collaborazione di Josè Orlando Luciano (fisarmonica e pianoforte), il violinista Simone Rossetti Bazzaro, la voce di Charlotte Ferradini, le attrici Anna Jencek e Caroline Pagani. Nel 2014 pubblica due singoli: «Due splendidi papà» (in duetto con Gianni Bella) e «Attimi».
Da diversi anni Marco insegna musica presso l'Istituto Superiore Statale Martin Luther King di Muggiò in provincia di Monza, continuando a esibirsi in tutt'Italia con la sua band e partecipando a diverse trasmissioni televisive e numerose manifestazioni tra cui Parola Cantata, Musicultura, Premio Bindi, Premio Ciampi, Premio Lunezia, e Premio Pigro.
Marco Ferradini, per la prima volta sul palco del FolkClub, sarà accompagnato sul palco da Claudio Rossetti (violino), Josè Orlando (pianoforte) e dalla figlia Charlotte Ferradini (voce e tastiere).
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